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Sondaggio parodontale. Che cos’è e a cosa serve?

Il sondaggio parodontale è un esame molto importante che permette di valutare la salute delle gengive. Parodontite e altre affezioni del parodonto (struttura di sostegno del dente), infatti, possono avere un decorso subdolo, se non individuate precocemente. Grazie ad un semplice esame clinico, lo specialista è in grado di valutare la salute delle gengive e di impostare eventuali piani terapeutici.

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Quando e come si svolge il sondaggio dentale

Il sondaggio dentale può essere svolto durante un controllo, oppure l’appuntamento può essere fissato appositamente perché si sospetta una patologia del parodonto.

Che sia svolto in ambito preventivo o inserito in un iter diagnostico o terapeutico, il sondaggio è sempre un’occasione per sensibilizzare il paziente sull’importanza della salute gengivale.

Come si effettua il sondaggio parodontale e quanto dura

Lo specialista, che può essere un odontoiatra o un igienista, valuta la situazione con una sonda che esamina il solco gengivale (o tasca), ossia l’area tra il dente e la gengiva. Durante questa procedura può verificarsi sanguinamento, che, di per sé, rappresenta il segno principale dell’infiammazione gengivale.

Con l’utilizzo di una sonda, si misura la tasca parodontale che, se profonda, può essere un pericoloso ricettacolo di batteri che minano alla tenuta del dente da parte di gengiva e osso.
Per consuetudine, si ritiene che una tasca profonda più di 3 mm, costituisca una condizione sufficiente per sospettare la presenza di parodontite.

La durata dell’esame varia in base al numero di tasche da controllare, ma, generalmente, è contenuta tra i 30 ed i 40 minuti.

Al termine del controllo, il dentista, se necessario, programma degli interventi mirati a fermare la progressione dell’infiammazione che, se non curata, può aggravarsi fino a causare la perdita del dente.

Come si fanno e cosa misurano i sondaggi parodontali

La sonda millimetrata utilizzata può essere di due tipi:

  • Una dritta, per misurare in verticale la perdita di supporto al dente
  • Una curva, chiamata Narbes, che misura la perdita di tenuta in senso orizzontale.

Il sondaggio misura la profondità delle tasche, ma questo non è l’unico parametro preso in considerazione durante questa indagine. Infatti, si valuta anche:

  • CAL: è l’acronimo di Perdita di attacco clinico (tradotto in italiano) e misura la quantità di gengiva e osso attaccata alla radice. Come è facile intuire, più alto è questo indice, più la parodontite è avanzata
  • BOP: si tratta dell’indice di sanguinamento al sondaggio che esprime il grado di infiammazione della zona che circonda il dente
  • Indice di placca: questo valore quantifica la placca batterica presente sul dente in questione

Tutti questi valori vengono raccolti nella cosiddetta cartella parodontale, che il medico consulta per valutare la salute gengivale, anche a distanza di tempo, monitorando eventuali peggioramenti degli indici.

Risposte ai dubbi dei pazienti

Ecco alcune brevi risposte ai dubbi più frequenti dei pazienti sul sondaggio parodontale.

Con che frequenza prenotarlo?

L’esistenza di una cartella parodontale lascia presagire il fatto che il sondaggio vada eseguito a intervalli regolari e, comunque, sempre in particolari momenti come:

  1. Un controllo preventivo.
  2. Quando si sospettino problemi gengivali e se ne voglia valutare l’entità. In questa occasione, dunque, si procede a misurare la profondità delle tasche, a formulare, eventualmente, una diagnosi e a pianificare un intervento terapeutico.
  3. In caso si sia ritenuto di sottoporre il paziente a chirurgia parodontale, il sondaggio va ripetuto per valutarne i risultati.

Fa male? Occorre l’anestesia?

Il sondaggio è una procedura non invasiva e non dolorosa che lo specialista effettua con estrema delicatezza. Va detto che, in presenza di notevole infiammazione gengivale, il fastidio avvertito dal paziente è maggiore e, dunque, lo specialista può decidere di applicare un anestetico locale.

Sondaggio parodontale a Torino e provincia

Il nostro Centro odontoiatrico specializzato in parodontologia è in grado di offrire competenze mediche e tecnologie di altissimo livello. In particolare, prenotando un controllo generico o mirato al monitoraggio della salute gengivale, potrai affidarti alle cure del Dottor Roberto Abundo e della Dottoressa Marta Zambelli.

Dott. Roberto Abundo

Medico chirurgo specialista in odontostomatologia, dopo essere stato docente all’Università di Torino e all’Università della Pennsylvania, il Dottor Abundo è oggi Socio Attivo S.I.d.P. e I.A.O.

In Studio Sicor, il Dottor Abundo è Direttore scientifico e libero professionista in parodontologia e implantologia: un vero esperto in materia a cui affidarsi in tutta tranquillità.

Dott. ssa Marta Zambelli

Subito dopo la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, conseguita nel 2011, la Dottoressa Zambelli ha frequentato il Reparto di Chirurgia Orale della Dental School di Torino svolgendo il ruolo di tutor clinico.

Grazie al “Consulting Education” dell’A.I.C., al Corso Annuale di Parodontologia e Implantologia S.I.D.P., al Corso Chirurgia plastica parodontale e rigenerativa su denti e impianti del Dott. Francesco Cairo e ai Corsi intensivi di Parodontologia e di implantologia al Premium Day Sweden & Martina, la Dottoressa Zambelli è diventata una vera esperta in patologie parodontali. 

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