Dott. ssa Daria Bongiovanni
Dott. ssa Daria Bongiovanni dietista La Dott. ssa Bongiovanni, Dietista Clinica, con esperienza multi specialistica di oltre 25 anni in ambito clinico ospedaliero. Esperta nel…
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Tradizionalmente, l’emicrania è stata considerata una patologia difficilmente diagnosticabile, basandosi principalmente sui sintomi riportati dai pazienti piuttosto che su parametri oggettivi misurabili. Solo negli ultimi anni, la comunità medica ha riconosciuto la gravità dell’emicrania e il suo impatto sulla qualità della vita.
La gestione dell’emicrania spesso coinvolge una combinazione di approcci farmacologici, tecniche comportamentali e, in alcuni casi, interventi chirurgici. Tuttavia, una parte della popolazione soffre di emicrania refrattaria, che non risponde adeguatamente ai trattamenti convenzionali e può portare a una cronicizzazione dei sintomi.
In questa prospettiva, alcuni studi hanno esplorato un approccio alternativo focalizzato sull’aspetto metabolico dell’emicrania. La dieta, a lungo considerata una possibile causa di trigger emicranici, è stata oggetto di indagini più approfondite. In particolare, la dieta chetogenica, basata sulla riduzione dell’assunzione di carboidrati e sull’aumento di grassi salutari, sembra offrire promettenti risultati nella gestione dell’emicrania.
La dieta chetogenica agisce in diversi modi per alleviare i sintomi dell’emicrania. In primo luogo, aiuta a ristabilire l’equilibrio eccitatorio della neurotrasmissione corticale, contribuendo a ridurre l’eccitabilità della corteccia cerebrale, che è spesso associata agli attacchi emicranici. Inoltre, la dieta chetogenica può ridurre la neuro-infiammazione a livello dei nervi del trigemino e della meninge intracranica, offrendo un sollievo significativo.
Un altro aspetto importante è la capacità dei corpi chetonici, prodotti durante la chetosi controllata indotta dalla dieta, di agire come fonte energetica estremamente efficace per il cervello. Ciò può migliorare la capacità del cervello di ottenere energia attraverso la mitocondrio-genesi, contribuendo a ridurre la frequenza, la durata e l’intensità del dolore emicranico.
La dieta chetogenica per la gestione dell’emicrania segue generalmente diverse fasi, ognuna progettata per indurre uno stato di chetosi controllata. Le fasi tipiche della dieta chetogenica includono:
In questa fase iniziale, si riduce gradualmente l’apporto di carboidrati nella dieta. Questo aiuta il corpo a adattarsi alla riduzione di glucosio come principale fonte di energia e inizia a stimolare la produzione di corpi chetonici.
Durante questa fase, l’apporto di carboidrati viene ulteriormente ridotto, solitamente a meno di 50 grammi al giorno. Questa restrizione stimola il corpo a entrare in uno stato di chetosi, dove inizia a bruciare i grassi per produrre corpi chetonici come fonte principale di energia.
Una volta raggiunta la chetosi, si lavora per mantenere uno stato costante di produzione di corpi chetonici. Si possono regolare moderatamente i livelli di carboidrati in modo da mantenere la chetosi senza eccedere negli apporti di carboidrati.
Durante l’intero percorso, è fondamentale monitorare regolarmente i livelli di chetosi attraverso test di chetoni nel sangue, nelle urine o con strumenti appositi. Questo aiuta a garantire che la dieta stia raggiungendo l’obiettivo desiderato.
Ogni individuo è unico, e pertanto è necessario personalizzare il piano alimentare in base alle esigenze specifiche e alla salute generale del paziente. Un dietista nutrizionista esperto può aiutare a strutturare una dieta chetogenica che soddisfi le esigenze nutrizionali individuali.
È fondamentale sottolineare che la dieta chetogenica deve essere seguita con attenzione e sotto la supervisione di un dietista clinico esperto. Ogni piano alimentare dovrebbe essere personalizzato in base alle esigenze individuali e alla salute generale del paziente.
In conclusione, mentre l’emicrania rimane una sfida nella gestione clinica, l’approccio metabolico attraverso la dieta chetogenica offre una prospettiva interessante per coloro che non rispondono adeguatamente alle terapie convenzionali. È importante consultare un professionista della salute, come un dietista nutrizionista, per valutare la fattibilità e l’appropriatezza di questo approccio nella gestione personale dell’emicrania.
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