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Che cos'è il linfedema e tipi di ostruzione linfatica
Tipi di linfedema
I linfedemi, oltre che in base alle cause, si classificano in base al distretto corporeo in cui si manifestano. Anche se la zona più frequentemente interessata è quella degli arti inferiori, si possono frequentemente verificare:
- linfedemi al collo,
- linfedemi al viso,
- linfedemi al braccio,
- linfedemi alla caviglia,
- linfedemi al piede.
Un altro modo per classificare il linfedema è quello basato sulla sua durata e sul grado di gravità, che distingue:
- linfedema acuto: è spesso un’emergenza che interessa gli arti inferiori;
- linfedema cronico: una patologia a più lenta evoluzione.
Le cause del linfedema
Il linfedema si verifica quando i vasi linfatici non sono in grado di drenare adeguatamente la linfa: ma cosa porta a questo accumulo?
Per capirlo, occorre distinguere tra le patologie primarie e quelle secondarie.
Linfedema primario
In questo caso, molto più diffuso tra le pazienti donne, la causa si ricerca in anomalie del sistema linfatico. Tra i linfedemi primari si distinguono:
- Linfedema primario congenito: evidente fin dalla nascita, si manifesta quasi esclusivamente agli arti inferiori.
- Linfedema primario precoce: si manifesta entro il 35 anni, con un’impennata dei sintomi durante la pubertà.
- Linfedema primario tardo (o malattia di Meige): con sintomi dopo i 35 anni.
Linfedema secondario
In questo caso, la disfunzione ai vasi linfatici risulta acquisita a seguito di un evento patologico come:
- la filariosi linfatica;
- le adenopatie;
- il Diabete;
- un Intervento chirurgico o una radioterapia per la cura di un cancro;
- la rimozione dei linfonodi;
- alcuni problemi come la linfangite, la cellulite batterica, l’erisipela;
- l’obesità patologica;
- la presenza di insufficienza venosa cronica degli arti inferiori;
- la presenza di problematiche sistemiche;
- alcune terapie farmacologiche a lungo termine con il tamoxifene;
- ustioni gravi.
Quali sono i sintomi iniziali del linfedema
Il segno tipico del linfedema è costituito dal gonfiore, che può portare a cambiamenti della pelle e dei tessuti. Questo sintomo può comparire in modo sporadico, all’inizio, anche scomparendo dopo il riposo notturno.
Con il gonfiore della zona interessata possono comparire anche senso di pesantezza, fastidio o dolore e ridotta funzionalità della stessa.
In presenza di questi sintomi è molto importante rivolgersi ad un medico, anche perché, non solo questi sono la spia di un serio malfunzionamento sistemico, ma predispongono la zona interessata a pericolose infezioni.
Differenza tra linfedema e lipedema
Attenzione a non confondere il lipedema con il linfedema!
Mentre il primo, come abbiamo visto, è dovuto ad un malfunzionamento del sistema linfatico, il lipedema è un disturbo dovuto ad una infiammazione cronica del tessuto connettivo lasso, che aumenta il tessuto adiposo con progressiva fibrosi.
Cosce, fianchi, natiche e braccia sono le parti del corpo in cui il grasso si accumula per non diminuire nemmeno a seguito di una dieta efficace e del giusto esercizio fisico, rendendo anomale le proporzioni fisiche di chi è affetto da questa patologia.
Per quanto distinte, queste due patologie sono spesso correlate: chi soffre di lipedema, infatti, può essere soggetto ad un aumento della pressione nelle gambe con conseguenti danni ai vasi linfatici. Quindi, molti dei pazienti affetti da lipedema vanno incontro ad un linfedema.
Dalla diagnosi alla cura
Linfologo e chirurgo vascolare sono gli specialisti giusti per diagnosticare e curare il linfedema. Il consulto di un dietologo, tuttavia, è sempre consigliato, in quanto l’alimentazione svolge un ruolo cruciale sia nella prevenzione sia nella gestione terapeutica del linfedema.
Come si riconosce e diagnostica
Abbiamo visto che i sintomi del linfedema sono abbastanza tipici, specie nei casi acuti. Come per tutti i sospetti clinici, però, solo un medico è in grado di condurre indagini in grado di confermare la diagnosi e, per farlo, ricorre a:
- un esame clinico obiettivo;
- indagini con TC (tomografia computerizzata) o RM (Risonanza magnetica);
- linfoscintigrafia con radionuclidi.
Rimedi e trattamenti del linfedema
Il trattamento del linfedema è di tipo integrato, anche se molto dipende dalle cause che hanno scatenato il problema.
Possiamo dividere gli approcci terapeutici in:
- Terapia conservativa, finalizzata alla mobilizzazione dell’edema attraverso compressione, massaggi, sollevamento dell’arto e bendaggi.
- Trattamento chirurgico, per ridurre o ricostruire i tessuti molli affetti.
- Terapia farmacologica che comprende farmaci topici o ad uso orale.
La prevenzione e l’importanza della dieta
Misure preventive
Le misure preventive comprendono semplici comportamenti come:
- l’evitare la vicinanza a fonti di calore;
- evitare gli sforzi fisici eccessivi;
- non scegliere indumenti o accessori troppo stretti;
- avere particolare cura di cute e delle unghie dell’arto colpito;
- evitare le vaccinazioni, le flebotomie e i cateterismi EV a carico dell’arto colpito.
Importanza della dieta
Sia in ottica preventiva, sia come indispensabile ausilio terapeutico, la revisione delle proprie abitudini alimentari riveste una grande importanza.
Ai pazienti affetti da linfedema, ad esempio, viene consigliato di consumare molta frutta, verdura e cereali integrali, oltre a numerose proteine ad alto valore biologico che aiutano a tutelare l’integrità dei tessuti.
I grassi non vanno eliminati, ma attentamente bilanciati, scegliendo gli omega 3, mentre non possono mancare sali minerali e vitamine che favoriscono lo sviluppo cellulare e la formazione del collagene. Particolare attenzione va riservata ai carboidrati, preferendo quelli complessi e a basso indice glicemico, mentre il sale va evitato il più possibile, così come l’alcol.
Dieta chetogenica
Tra le diete più frequentemente consigliate a chi soffre di linfedema, è quella chetogenica, in quanto incide non solo sulla perdita di peso, ma anche sull’infiammazione dell’organismo e sul controllo dei livelli glicemici. Questa dieta si rivela provvidenziale, inoltre, nel caso di lipedema, dal momento che, in questo caso, l’adipe è resistente a diete ipocaloriche, ma soccombe di fronte all’inversione metabolica da essa innescata.
Attività fisica
Infine, una regolare attività fisica porta sempre con sé il beneficio del controllo del peso, così importante per chi è affetto da linfedema.
Cura di linfedema e lipedema aTorino
In Studio Sicor possiamo contare sulla professionalità della La Dott. ssa Bongiovanni, Dietista Clinica, esperta nel trattamento di sovrappeso, obesità, adiposità localizzate, lipedema, linfedema, cellulite, iperinsulinismo e altre alterazioni del metabolismo.
La Dottoressa sarà in grado di diagnosticare quadri di linfedema o di lipedema e di consigliare la dieta chetogenica più indicata.
